domenica 8 ottobre 2017

IL COLORE DELLA RABBIA


Questa volta segnalo un volume in lingua inglese, il manga Color of Rage, con i testi di Kazuo Koike e i disegni di Seisaku Kano, edito negli Stati Uniti qualche anno fa dalla Dark Horse. Ne sono protagonisti due uomini, sorta di coppia di ronin, in viaggio lungo il Giappone del periodo Edo. I due sono in realtà schiavi fuggiti dalla nave su cui erano prigionieri e approdati fortunosamente sulle coste nipponiche, ma mentre uno è giapponese l’altro è africano. Così il primo ben conosce la realtà del luogo, ma il secondo ne è completamente estraneo, mentre colore della pelle e dimensioni fisiche gli rendono estremamente difficile passare inosservato. Ma ciò che più lo fa sentire fuori posto è l’abisso cultrale che lo separa dai giapponesi. Paradossalmente, l’unico elemento sociale che gli è familiare è lo stato di schiavitù (anche se non dichiarata, effettiva), in cui si trovano i giapponesi più poveri e da cui ha fatto di tutto per sfuggire. Ovviamente il manga punta più sull’azione, con continui scontri a colpi di katana tra i protagonisti e i loro inseguitori, che non su elementi sociali e filosofici, ma non si può fare a meno di notare la condizione di straniero in terra straniera di uno dei personaggi, e apprezzare i dettagli storici di cui è infarcito il volume. Il disegno di Seisaku Kano è quello tipico del genere jidaimono, di matrice realistica, dai retini usati con saggezza e una forte dose di violenza. Complessivamente un volume davvero interessante, lontano anni luce dalla semplicistica avventura per ragazzini. 
PS
Un samurai di colore è realmente esistito, ma questa è un'altra storia e magari ne parleremo un'altra volta.


COLOR OF RAGE
di Kazuo Koike e Seisaku Kano
ed. Dark Horse
414 pagine - 14,95 dollari

sabato 7 ottobre 2017

COLORARE KYOTO


Chi scrive ha una pessima opinione dei libri da colorare che ultimamente imperversano nelle librerie di mezzo mondo. Li trova passatempi inutili e un poco stupidi per adulti che non ha nulla di meglio da fare. Il libro segnalato in questo post, tuttavia, rappresenta una piccola eccezione. Innanzitutto, la qualità dei disegni da colorare è abbastanza elevata, con la presenza di sfumature di grigio. Inoltre, ogni immagine è accompagnata da testi (in giapponese e in inglese) che illustrano la storia e le caratteristiche del soggetto raffigurato (un tempio, una strada, un edificio, ecc.). In questo modo, il volume diventa anche una particolarissima guida alla città di Kyoto. Inoltre, esempi di colorazioni già effettuate mostrano come si possa essere creativi, trasformando l'operazione in un vero e proprio esercizio di pittura, piuttosto che nel banale riempimento di spazi bianchi tipico di questo genere di produzioni. Insomma, se amate il Giappone e vi piace dipingere fa per voi. In Italia può essere acquistato presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.



giovedì 5 ottobre 2017

I MOSTRI DELLA NONNA


Lo scomparso Shigeru Mizuki è un fumettista molto popolare in Giappone ove è considerato una vera e propria superstar. Quando è ancora un fanciullo un’anziana vicina, soprannominata NonNonBa, gli racconta decine di storie di yokai, creature fantastiche del folklore nipponico, che gli restano impresse nella memoria. Per questo, una volta diventato adulto, la maggior parte dei suoi fumetti ruotano attorno a storie ricche di macabri misteri e temibili mostri, inventati o prelevati dal folklore nipponico, quegli yokai di cui in gioventù gli parlava nonna NonNonBa. È forse la riconoscenza per quanto insegnatole dalla vecchietta a spingere Shigeru a dare forma al manga che porta il suo nome, NonNonBa, nel quale ritrae entrambi e, in una via di mezzo tra un volume autobiografico e una piccola enciclopedia di mostri, consegna ai propri lettori quei racconti sotto forma di fumetti. Fantasmi e altre creature hanno un ruolo importante nelle storie, in parte autoconclusive e in parte legate a formare un unico romanzo grafico, ma l’autore risulta efficace anche nel tratteggiare la società giapponese e la vita degli anni Trenta, colma di tradizioni e allo stesso tempo affascinata dal progresso che avanza, tanto da rimanere incantata da ascensori e da treni che viaggiano sottoterra. Gli spettri delle nonnina sono creature del buio, che rischiano di sparire sotto i riflettori accesi dalla luce elettrica, simbolo di una modernità che migliora la vita delle persone ma potrebbe rappresentare un pericolo per la tradizione. Mizuki lascia in eredità una suggestiva testimonianza di quei giorni lontani e di quei fantasmi, reali o immaginari, che un tempo erano molto più vicini agli esseri umani.


LA SCHEDA
Titolo: Nonnonba – Storie di fantasmi giapponesi
Autore: Shigeru Mizuki
Editore: Rizzoli Lizard
Numero pagine: 416
Prezzo: 22,00 euro


mercoledì 4 ottobre 2017

LA PELLE DEL DEMONE BLU


Nel libretto "La pelle del demone blu", partendo dalle antiche leggende dedicate agli oni, i demoni della tradizione giapponese, Takashi Yoichi scrive una piccola fiaba di sua personale creazione. Punto di partenza è uno scherzo che Yosuke, un ragazzo del Giappone feudale, escogita ai danni dei propri compaesani: trovata la pelle blu di un oni, decide di indosasarla per spaventare gli abitanti del villaggio. Lo scherzo gli si ritorcerà contro, portando a conseguenze inaspettate. I meccanismi della fiaba, insomma sono rispettati e la storiellina scorre lieve, allietata dalle belle illustrazioni in stile pittorico di Saito Hiroyuki, che con bei tratti di pennello e macchie di colore (prevalentemente blu e rosso, i colori degli oni) dà un sapore antico al tutto, seppur con un gusto moderno nell'essenzailità zen di ogni immagine. Pregevole anche l'edizione, seppur costosa, con ottima carta e grafica e un ricco apparato redazionale a fine volume, incentrato sulla tradizione nipponica e le leggende sugli oni.

LA SCHEDA
Copertina flessibile: 48 pagine
Editore: Casadeilibri (1 dicembre 2005)
Collana: Porte dei sogni
Prezzo: 15,00 euro

lunedì 2 ottobre 2017

UN POSTO DOVE VIVERE


Per molte persone il raggiungimento di una determinata età – 40, 50 anni o anche più – porta a un cambiamento di prospettive, a un atteggiamento che spinge lo sguardo a volgersi verso il passato piuttosto che verso il futuro. Non è una cosa negativa, al contrario. Ci si rende conto di come la propria infanzia sia stata importante nel processo di crescita, di quanto esperienze, situazioni, oggetti e molto altro ancora siano risultati significativi e di come ognuno di loro, per quanto apparentemente piccolo e insignificante, rappresenti un fondamentale tassello nel complesso puzzle della nostra vita e personalità. Questo recupero del passato può avvenire in vari modi: semplicemente ricordando, oppure raccontando oralmente a chi ci sta vicino (ascoltate sempre i racconti degli anziani, per loro sono importanti e magari imparerete qualcosa), o ancora cercando di recuperare la “tattilità” di quel tempo (chi scrive ha uno studio pieno di oggetti della sua infanzia, dai giocattoli alle lampade da tavolo fino agli spazzolini da denti di Paperino). Altri ci scrivono dei libri, alcuni disegnano dei fumetti. È il caso, quest’ultimo, di Midori Yamane che nel volume “Un posto dove vivere” recupera, con le immagini oltre che con le parole, la propria infanzia vissuta in Giappone tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta. È quasi un lavoro psicanalitico il suo, terapeutico, il riannodare fili rimasti a lungo penzolanti e solitari. Fili molto lunghi, dato che da decenni Midori risiede in Italia e quindi lo “stacco” tra passato e presente è ancora più ampio, e il ricordo più evocativo, poiché legato a una cultura e a una società molto differenti da quelle in cui vive attualmente. Midori è un’esperta conoscitrice del manga, il fumetto giapponese, che ha frequentato come lettrice, traduttrice, redattrice, insegnante e, infine, come autrice proprio con questo volume. Il suo non è certo un tratto da disegnatore virtuoso, ma piuttosto puntato a un’essenzialità tutta giapponese e a una scelta attenta delle inquadrature e dei ritmi narrativi. Ogni ricordo è presentato sotto forma di brevissimo racconto in quattro tavole, incentrato su una festa tradizionale, un elemento di arredo della piccola casa giapponese, un gioco tra bambine e via dicendo, con gli sfondi ridotti all’osso a vantaggio delle figure umane, solo apparentemente infantili al contrario estremamente comunicative. A differenza della tradizione manga, Midori inserisce molto testo in ogni vignetta, non solo dialoghi ma anche lunghe didascalie. Una scelta imposta dalla brevità dello spazio ma, mi piace pensare, anche dalla “adozione” italiana di Midori, che dal nostro Paese deve aver assorbito un po’ del piacere delle parole, del chiacchiericcio, di quella ricca comunicazione verbale poco diffusa tra il più silenzioso popolo giapponese. Leggere “Un posto dove vivere” è un po’ come curiosare in un diario personale, ma anche come immergersi in un mondo diverso. Certamente taluni aspetti risultano universali, come la voglia di giocare dei bambini, i rimproveri dei genitori, la gioia nell’assaporare un dolce, ma il tutto è avvolto in “abiti” assai differenti, grazie a tradizioni e a un quotidiano asiatico profondamente distinto dal nostro. Molto di quel quotidiano non esiste più, dato che di acqua ne è passata sotto i ponti, ed è uno dei motivi per cui l’autrice ha sentito il bisogno di preservarlo sulla carta, ma la sua anima più profonda resiste ancora sotto la patina di occidentalità che ricopre il Giappone moderno. A questo scopo risulta utile anche la sezione finale del volume, dove, sempre per voce di Midori, vengono spiegati i dettagli che possono risultare ostici ai lettori italiani poco avvezzi alla cultura giapponese. L’italiano talvolta incespicante di Midori rende ancora più affascinanti i brevi testi, donandogli un ulteriore tocco di giapponesità, e “giapponesità” è proprio uno dei termini raccontati in quell’illustrato glossario.
Se volete conoscere qualcosa del Giappone, potete comprarvi una bella guida turistica in cui trovare ogni genere di informazioni storiche e geografiche, ma se desiderate assaporare le emozioni di una bimba giapponese, apprezzare i gesti di un mondo lontano nello spazio e nelle tempo, leggete “Un posto dove vivere”, perché quel posto vive ancora nel cuore e nella mente di Midori.
 
Midori Yamane
Un posto dove vivere
Upper Comics, pp. 120, euro 10,00


domenica 1 ottobre 2017

LE ILLUSTRAZIONE DI IKEDA MANABU


Ikeda Manabu è un artista giapponese che vive negli Stati Uniti, e che ha sviluppato uno stile grafico che media tra le due culture. È specializzato in gigantesche illustrazioni strabordanti di dettagli, così ricche che lo sguardo di chi osserva si perde al loro interno, scoprendo, a ogni nuova occhiata, qualcosa di nuovo. Che si tratti di paesaggi fantastici, o di riproduzioni di animali esistenti, il suo disegno mantiene il medesimo approccio fatto di una miriade di tratti a comporre un puzzle visivo che meraviglia e incanta. Il volume di grande formato dal titolo "The Pen" raccoglie un centinaio di immagini che ne ripercorrono la carriera artistica. In Italia il volume può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.






lunedì 25 settembre 2017

LE ILLUSTRAZIONI DI TSUKASA HOJO



Popolare sia in Giappone sia in Italia, Tsukasa Hojo si è recentemente visto dedicare un nuovo illustration book. Dopo aver conseguito il diploma di scuola media superiore, a fine anni Settanta Tsukasa Hojo entra alla Kyushu Industrial University, ove studia arte e design. Contemporaneamente, realizza alcuni fumetti per delle dojinshi. L’esordio da professionista avviene nel 1980, con una storia breve pubblicata su uno speciale del settimanale Shonen Jump. Già nel 1981 dà vita al suo primo successo: Cat’s Eye, noto in Italia come Occhi di gatto. Incentrato su tre avvenenti sorelle che rubano opere d’arte per ricostituire la collezione del padre defunto, questo manga diviene una sorta di matrice della maggior parte delle opere future dell’autore, contenendone gli elementi caratteristici sia da un punto di vista narrativo sia da un punto di vista grafico. Le serie lunghe di Hojo, infatti, spiccano per trame poliziesche alleggerite da dialoghi brillanti e personaggi simpatici, mentre il morbido disegno si concentra su una moltitudine di bellissime ragazze e su dettagliate armi da fuoco. Scelte confermate dal successivo City Hunter, il cui protagonista è il detective privato Ryo Saeba, più interessato alle grazie delle clienti che non ai loro casi, che tuttavia risolve egregiamente. Tra l’altro City Hunter nel 2001 genera una sorta di sequel, dal titolo Angel Heart, la cui protagonista è un killer in fin di vita, salvata tramite trapianto di cuore prelevato dalla defunta Kaori, assistente proprio di Ryo Saeba. È proprio ad Angel Heart che è dedicato questo volume, un concentrato di immagini a colori e in b/n (talvolta le stesse prima e dopo la colorazione), nelle quali l'artista mostra tutta la propria abilità nel raffigurare i personaggi. Col tempo il suo tratto si è fatto sempre più realistico, senza tuttavia rinunciare al dinamismo e alla leggerezza tipica dei manga.
In Italia il volume può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.





venerdì 22 settembre 2017

IL MONDO DI WAKI YAMATO


In Italia è decisamente meno nota di altre sue colleghe (come, per esempio, Yumiko Igarashi e Riyoko Ikeda), ma in Giappone è una delle star dello shojo manga, in particolare quello di ambientazione storica. Waki Yamato ha debuttato in questo campo nel 1966 con la storia breve Dorobo Tenshi, e da allora non si è più fermata realizzando moltissime storie. Inizialmente preferisce dedicarsi a racconti brevi o volumi autoconclusivi, ma nel 1972 arriva la sua prima serie lunga, Mon Cherie CoCo, che presto viene trasposta anche in una breve versione animata. Nel 1975 firma la sua opera più celebre, Haikarasan ga tooru, nota in Italia come Mademoiselle Anne (nella sua versione animata) o come Una ragazza alla moda. Secondo quanto narrato dalla storia, nel Giappone degli inizi del Novecento, la giovane Benio Hanamura (Anne nell’edizione italiana) è destinata a sposare il bel tenente Shinobu Ijuin. Dapprima la ragazza cerca di ribellarsi al matrimonio combinato, ma, dopo essersi trasferita a casa dell’uomo per ricevere un’adeguata educazione, comincia a ricambiare l’affetto di Shinobu. Proprio quando le cose sembrano andare meglio, il giovane viene chiamato a combattere sul fronte russo. Presto arriva una tragica notizia: Shinobu è dato per disperso. Ma, forse, non è così…
I personaggi dei manga della Yamato sono quasi sempre donne forti e indipendenti, piene di curiosità e di gioia di vivere, e spesso sognano di viaggiare allʼestero. Tra le altre sue opere va citata Asaki yume mishi, un adattamento dal celebre romanzo storico Genji monogatari (Storia di Genji, il principe splendente) di Murasaki Shikibu.
Il libro di cui si parla in questo post, appena pubblicato in Giappone, è una via di mezzo tra illustration book e saggio. In formato piccolo, ma dalla splendida grafica, offre immagini e illustrazioni che coprono tutta la produzione dell'artista. Oltre alle colorate illustrazioni, che prestano particolare attenzione all'abbigliamento dei personaggi femminili (uno dei suoi punti di forza), vi sono anche tavole, foto e interviste.

In Italia il libro può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.




lunedì 18 settembre 2017

IL MAGISTERO DEI GIARDINI E DEGLI STAGNI

Un romanzo uscito in questi giorni in edizione italiana per Ponte delle Grazie. Sotto riporto la scheda dell'editore.


"Nell'impero giapponese del dodicesimo secolo, il remoto villaggio di Shimae non conterebbe nulla se non fosse per il pescatore Katsuro e le sue bellissime carpe ornamentali. Catturati, nutriti amorevolmente e accuditi, i pesci sono destinati a adornare le vasche del palazzo imperiale, dove Katsuro da sempre li consegna al sovrintendente del magistero dei giardini e degli stagni. Essere un pescatore provetto, però, non impedisce a Katsuro di morire annegato, e tocca quindi alla sua giovane vedova Miyuki intraprendere, sola, il lungo cammino verso la capitale, le spalle appesantite da un bilanciere che regge le ceste foderate d'argilla in cui nuotano i preziosi animali. Sotto il sole e le piogge battenti, lungo sentieri impervi e vie di pellegrini, passando per templi e case di tolleranza e incrociando monaci, guerrieri, mostri e maledizioni, la fragile ma indomita Miyuki affronta ogni pericolo cercando di tenere vivo, almeno per questo ultimo viaggio, l'amatissimo Katsuro. E noi la accompagniamo, rapiti da una scrittura capace di renderci parte di un universo in cui tutto, dall'amore alla morte, passando per la dignità, la paura e la meraviglia, parla il linguaggio vivo e palpitante dei sensi."

venerdì 8 settembre 2017

IL RE DEGLI SCARABOCCHI


L'illustration book, Terada Katsuya Rakugaking, è stato edito nel 2002 dalla casa editrice Aspect. Questo parallelepipedo di carta è formato da mille pagine, contenenti ognuna almeno un disegno, anzi un rakuga, uno scarabocchio, uno schizzo, un disegno non utilizzato, un'illustrazione rimasta in un cassetto. Migliaia di immagini si susseguono quindi senza testo, spesso fortamente influenzate da Moebius, ma in alcuni disegni sembra emergere Munoz, mentre in altri schizzi pare addirittura di intravedere la ligne claire. Ma, infine, a prevalere è sempre lui, Katsuya Terada, il Rakugaking, col suo disegno ricchissimo di tratti, i suoi personaggi folli, le sue donne carnose, i demoni spaventosi. E così Katsuya Terada si conferma come uno degli artisti più prepotentemente visionari delIn Italia il vo panorama nipponico, in grado di padroneggiare sia il colore che il bianco e nero, dotato di una forza interiore, violenta e irrefrenabile, che si ciba di tutto ciò che ha intorno per trasformarlo in nuovi immagini, nuovi sogni, nuovi incubi.
Il Italia il volume può essere acquistato presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.






mercoledì 6 settembre 2017

NEVE (QUASI) GIAPPONESE


Il racconto Neve porta la firma di un autore occidentale, francese per l’esattezza, così come le illustrazioni che corredano le parole, ma è evidente che gli autori nel realizzare l’opera hanno attinto a un immaginario asiatico. Il protagonista Yuko Akita è un poeta di haiku, brevi componimenti poetici in tre versi, ed è incantato, quasi ossessionato dalla neve, tanto da voler dedicare tutta la prorpia arte a quell’unico soggetto, scrivendo esclusivamente poesie incentrate sul candido elemento. Un personaggio monolitico, quindi, vincolato a un mondo anacronistico che accetta di abbandonare solo per breve tempo, per raggiungere un maestro, cieco, che gli faccia comprendere i colori, unico elemento che sembra mancare nei suoi haiku, troppo bianchi, troppo simili alla neve. Scopre inoltre che il sensei ha perduto da tempo la moglie, un’equilibrista che, caduta dal proprio filo, giace ora congelata tra i ghiacci divenendo una sorta di involontario trade d’union tra i due. Tutto il racconto si basa quindi su elementi fortemente favolistici, che riescono in qualche modo a fare propri spezzoni della cultura e della mistica asiatica, ma che in fondo non portano in scena altro che l’ennesima quest, un tema universale che, proprio per questo motivo, appare tanto grande quanto vuoto, nel suo essere totalmente al di fuori di una realtà assai meno poetica e abitata da uomini necessariamente più pragmatici. Il medesimo discorso vale per le illustrazioni, che si rifanno alle stampe ukiyo-e, nelle fisionomie e nei volti allungati dei personaggi, e agli acquerelli cinesi nella stesura dei colori e nel minimalismo, ma che sono evidentemente frutto di un gusto occidentale per quadricromia e composizione. E nelle quali avremmo gradito una maggiore presenza della neve, dopotutto elemento portante della storia. Il libro resta comunque di gradevole lettura, sorta di favola contemporanea tra neve e ghiaccio.


LA SCHEDA
Titolo: Neve
Autori: Maxence Fermine e Georges Lemoine
Editore: Bompiani
Numero pagine: 144

martedì 5 settembre 2017

LA RIVISTA MOE


Il numero attualmente in distribuzione della rivista giapponese MOE (dedicata all'illustrazione, la grafica, l'immagine in genere) dedica un servizio al film d'animazione del 2017 "Mary to Majo no Hana", noto internazionalmente con il titolo "Mary and the Witch's Flower", diretto da Hiromasa Yonebayashi per lo Studio Ponoc, formato da molti animatori che in passato hanno collaborato con lo Studio Ghibli (come appare evidente dallo stile grafico). Il fin è una trasposizione del romanzo per ragazzi "The Little Broomstick "della scrittrice inglese Mary Stewart (pubblicato in Italia col titolo "La piccola scopa").
Inoltre, la rivista allega un libretti di Curious George, la scimmietta protagonista di libri per bambini creati dai coniugi Rey. 
In Italia, la rivista può essere acquistata presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.


lunedì 4 settembre 2017

RANOCCHIO SALVA TOKYO

La casa editrice Einaudi annuncia la prossima pubblicazione del volume "Ranocchio salva Tokyo", prevista per il 14 novembre. Si tratta di un racconto (già apparso nell'antologia "Tutti i figli di dio danzano") illustrato da LRZN (nome d'arte di Lorenzo Ceccotti). Sotto le immagini trovate la scheda dell'editore.




"Tornato a casa dall’ufficio il signor Katagiri trova, seduto nel suo salotto, un ranocchio gigante. L’anfibio alto più di due metri gli parla con cortesia, dice di chiamarsi Ranocchio e si scusa per l’intrusione domestica: “in circostanze normali non ci si presenta a casa della gente senza preavviso”. Ma quelle non sono circostanze normali, gli spiega Ranocchio davanti a una tazza di tè. Tokyo infatti è in pericolo. Sulla città si sta per abbattere un terremoto devastante, il cui epicentro cadrà proprio sotto l’edificio in cui lavora Katagiri. A provocarlo sarà il Gran Lombrico, una creatura mostruosa che vive nelle profondità della terra. Solo con l’aiuto di Katagiri, Ranocchio potrà scongiurare la catastrofe. Il signor Katagiri è sorpreso. Conversare in salotto con una rana gigante gli pare strano; ma gli pare ancor più strano che ci sia bisogno di lui per salvare la città. Lui è un uomo come ce ne sono tanti nel mondo. Fa un lavoro qualunque, abita in un appartamento qualunque, vive una vita qualunque. Una vita di cui nessuno si rende conto. Cosa può fare lui, che è gracilino e arriva a malapena al metro e sessanta, per fermare un mostro in grado si scatenare terremoti? Ma Ranocchio sa che nella sua vita anonima Katagiri ha fatto tanti piccoli gesti eroici, e lo convince di essere il solo in grado di dargli il giusto supporto nella lotta contro il Gran Lombrico."

giovedì 31 agosto 2017

STORIE DI GUERRA


Un volume uscito diversi anni fa per D/Books in edizione italiana e oggi difficile da trovare. Ma se lo incontrate su qualche bancarella non fatevelo sfuggire.

Sono volumi come questi che svelano le potenzialità di un medium come il fumetto (o manga), che può essere semplice intrattentimento ma anche cronaca, reportage, denuncia sociale, racconto intimista, ecc. In "Kajimunugatai" (Racconti di vita e di morte portati dal vento), Susumu Higa trasforma in fumetti alcuni racconti di guerra, più precisamente la fine della Seconda guerra mondiale, ambientati sull'isola di Okinawa, facente parte dello Stato giapponese, ma in realtà con cultura e popolazione abbastanza differenti. I racconti assumono il valore di denuncia e di documento storico svelando i soprusi che, paradossalmente, gli abitanti hanno dovuto subire sia dall'esercito giapponese che da quello americano, a sottolineare che in guerra spesso vincitori e vinti non sono poi tanto diversi e che, alla fine, sono sempre i più deboli a subire le perdite maggiori. Higa non è un fumettista spettacolare, il suo tratto è un po' naif, quasi infantile quando si tratta di rappresentare gli uomini, dai volti semplicissimi e tutti molto simili. Le sue inquadrature sono limitate, e il più delle volte mostrano i personaggi frontalmente, come se filmati da una telecamera fissa. Anche la sceneggiatura non ha grandi sussulti, grazie a una sorprendente linearità. Eppure le sue storie funzionano, sembrano quasi documentari su carta da cui, senza falsi sentimentalismi o scene a effetto ma grazie a una semplicità intrinseca, emergono i drammi e le emozioni di persone vere.