mercoledì 17 maggio 2017

UN SAMURAI SVIZZERO


Questo volume è uscito qualche anno fa, ma vale la pena di segnalarlo anche oggi…

Medium estremamente malleabile nonostante oltre cento anni di storia, il fumetto si dimostra ancora in grado di accogliere innovazioni e sostenere esperimenti. In questa graphic novel appositamente realizzata per il mercato Usa, l’artista svizzero (ma nel sua sangue scorrono varie etnie, come nella sua mente alloggiano molte culture) Kalonji rifugge la classica impostazione della tavola e opta per piccole pagine (il formato è quello di un tascabile) di una sola vignetta ognuna. Sorta di mini splash page lungo le quali il flusso narrativo scorre veloce come in un cartone animato (non a caso i balloons sono rarissimi), anche grazie a un tratto pulito ed essenziale, un bianco e nero netto ed elegante,
Il protagonista della storia è un ronin che si muove lungo il Giappone feudale, attraversando territori e stagioni, con l’obiettivo di uccidere 365 samurai. Il suo traguardo è ambizioso, anche perché ne cela un altro ancor più difficile da concretizzare. Per sapere se riuscirà nell’intento bisognerà leggere la storia, senza lasciarsi intimorire dal fatto che è disponibile solo in inglese, dopotutto è quasi un lungo film muto, affidato più ai gesti e agli sguardi che non alle parole. 

Titolo: 365 samurai and a few bowls of rice
Autore: Jean-Philippe Kalonji
Editore: Dark Horse
Pagine: 392 Prezzo: 16,99 dollari


martedì 16 maggio 2017

RAKUGAKI NOTE


Eisaku Kubonouchi è un mangaka sconosciuto in Italia, dato che nessuno dei suoi manga è stato pubblicato nel nostro Paese. Tra i suoi titoli più noti in Giappone spicca la serie in sette volumi dal titolo Chocolat (trasformata in drama televisivo), una commedia incentrata sulle vicende di Tatsumi Chiyoko, una ragazzina il cui padre è sommerso dai debiti e che quindi si trasferisce a vivere da Omugi Matsukichi, un ex teppista che gestisce una pasticceria. La storia ruota attorna alla ragazza, agli altri strambi personaggi che frequentano la pasticceria e ai dolci.
Ora in Giappone a Kubonouchi viene dedicato un bell’art book straripante di illustrazioni a tutta pagina. Rakugaki Note (rakugaki significa “graffiti”), questo il titolo del volume, mette in evidenza il bel tratto, morbido e pulito, dell’artista, nonché la sua predilezione per i colori tenui. Molte le ragazze immortalate in quelle immagini, talvolta fashion victims talvolta sexy, ma anche bambini alle prese col gioco e col divertimento. Le figure umane vengono predilette rispetto agli sfondi, mentre il tutto è avvolto in una sensazione di semplicità e gradevolezza. Un libro da sfogliare più e più volte, acquistabile in Italia presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.










martedì 9 maggio 2017

I GATTI DI KUNIYOSHI


Kuniyoshi Utagawa (1797-1861), è stato uno straordinario artista giapponese di ukiyo-e. In Occidente è meno noto dei Hokusai, Hiroshige e Utamaro, ma in Giappone gode di grande popolarità, non solo per le sue opere, ma anche per lo straordinario affetto dimostrato nei confronti degli animali e dei gatti in particolare. Infatti, se gli occidentali ricordano principalmente le sue immagini di samurai e di ronin (i samurai senza padrone, tra cui i 47 ronin protagonisti di una celebre vendetta), i giapponesi sorridono ripensando alle sue splendide immagini di gatti, tutto sommato più divertenti, realistiche ed emozionanti che non quelle di guerrieri scomparsi da secoli. Non c’è da stupirsi, dopotutto Utagawa quei samurai non li ha mai visti, essendo vissuto nel diciannovesimo secolo, quando la casta dei guerrieri si è da tempo trasformata in casta di amministratori. I gatti, invece, Utagawa li vede e accarezza tutti i giorni. Pare, infatti, che nella sua casa ne circolino cinque o sei, addirittura dodici secondo alcune fonti, e che lui disegni con almeno un gatto in grembo o infilato nel kimono. Non stupisce, quindi, che questi amici a quattro zampe finiscano all’interno di moltissime sue opere, probabilmente centinaia. Praticamente ogni qualvolta realizza una stampa con una donna questa è accompagnata da un gatto. Le tipiche figure femminile dai volti allungati e bianchi (secondo gli standard di bellezza dell’epoca i volti sono truccati di bianco e i denti anneriti) indossano meravigliosi kimono colorati dalle elaboratissime decorazioni, ma tanta beltà deve competere con quella di un gatto che fa capolino in un angolo, oppure ruba apertamente la scena facendosi cullare tra le braccia della geisha o dormendole addosso mentre costei è rapita dalla lettura di un libro. Chi volesse godere di tali immagini può acquistare il libro "I gatti di Kuniyoshi" (in Italia richiedibile a fioridiciliegioadriana@gmail.com), che oltre a essere illustratissimo è bilingue (giapponese e inglese), divenendo così fruibile anche per il pubblico occidentale.





giovedì 27 aprile 2017

LE RANE FANNO CROAK!


Non saranno popolari come cani e gatti, ma certamente le rane sono bellissime. Questo curioso libro giapponese lo sottolinea con splendide immagini che sono un misto tra illustrazioni naturalistiche e vignette divertenti. I testi sono tutti in giapponese, ma sono le immagini a prevalere e mentre si gode della bellezza di queste creaturine si può imparare a distinguerle una dall'altra. Non siate sciocchi, fate CroaK! anche voi.
In Italia il volume può essere acquistato presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.






L'ARTE DI BARON YOSHIMOTO


Baron Yoshimoto (classe 1940) è un mangaka completamente sconosciuto in Italia. Decisamente più noto in Giappone (anche se certamente non definibile "popolare") si vede ora dedicare un illustration book dal titolo "Baron Yoshimoto Artwork Archives"  Il suo debutto nel mondo dei manga risale alla fine degli anni Cinquanta, ed è tra i gli anni Sessanta e Settanta che diviene maggiormente popolare e prolifico. In seguito abbandona il Giappone per recarsi a vivere negli USA, fa però ritorno al suo Paese d'origine nel 1985, ove si cimenta anche come pittore. I suoi manga sono diretti a un pubblico maschile, generalmente adulto, e spaziano dall'avventura allo storico. Il tratto è di matrice classica e realistica.  Attualmente sembra vivere una nuova giovinezza artistica, anche grazie a una collaborazione col collega Katsuya Terada, col quale ha recentemente partecipato a una mostra rivelando un'evoluzione del proprio modo di disegnare, diventato ancor più particolareggiato e immaginifico.
Il libro "Baron Yoshimoto Artwork Archives" in Italia può essere acquistato presso fioridicilie rivelando  rgioadriana@gmail.com.










mercoledì 19 aprile 2017

GIAPPONE E COREA SI ALLEANO


In Giappone non è usuale dare alle stampe volumi dedicati a più di un autore, ancora più strano è vedere un libro incentrato su un artista giapponese e uno coreano. Eppure è quello che è accaduto con questo "Katsuya Terada and Kim JungGi Illustrations". Giapponese il primo, sud coreano il secondo, si tratta di due tra i più abili creatori di immagini asiatici attualmente in circolazione. Condividono una straordinaria, quasi folle, propensione al dettaglio e una fantasia sfrenata ed eccentrica. Le immagini del volume appartengono a uno o all'altro, ma ve ne sono anche parecchie realizzate in tandem, in una sorta di viaggio fantastico e visionario che sembra non avere paletti. In Italia il volume può essere acquistato da fioridiciliegioadriana@gmail.com.  









martedì 18 aprile 2017

STORIA DI UN TAGLIABAMBÙ


A prescindere da qualsiasi valutazione, il racconto "Storia di un tagliabambù" ha già un pregio, si tratta della più antica opera di narrativa giapponese, fatta risalire all’inizio del decimo secolo. Un vecchio taglialegna trova all’interno di un bambù una creatura alta tre pollici, assieme alla moglie decide di adottarla. In soli tre mesi la bimba diviene una splendida fanciulla, così bella da attirare molti pretendenti, incluso l’imperatore. Forse conscia di non essere di questa Terra, la ragazza chiederà però agli spasimanti di superare prove impossibili per averla. Si susseguono in tal modo una serie di trovate e imprese in bilico tra reale e fantastico, finché la ragazza non viene richiamata dai suoi simili al proprio reale luogo d’origine, la Luna. Con una prosa semplice ma in grado di comunicare la grande malinconia che lega la ragazza alla luna e il dolore che il distacco dalla terra adottiva procurerà alla fanciulla e a chi le sta intorno, "Storia di un tagliabambù" si rivela un antico frammento di cultura nipponica, immerso nel mito e nelle leggende. Un’esauriente introduzione e un utile glossario, a cura di Adriana Boscaro, rendono il volumetto ancora più interessante, permettendo anche al lettore completamente a digiuno di cultura nipponica di avvicinarsi tranquillamente a questo testo apparentemente semplice eppure ricco di rimandi, in cui anche brevi componimenti poetici, incastonati nei dialoghi dei personaggi hanno un discreto peso.


STORIA DI UN TAGLIABAMBÙ
di Anonimo, a cura di Adriana Boscaro
ed. Marsilio
104 pp, euro 10,00