venerdì 21 luglio 2017

SENTIMENTI GIAPPONESI

I libri (romanzo e manga) di cui si parla in questa recensione sono usciti da qualche anno anche in Italia, ma vista la loro qualità vale la pena di tornarci sopra.


Gran parte delle opere giapponesi di narrativa (romanzi, film, fumetti, ecc.) ruota attorno a un tema peculiare e delicato, quella della “distanza”. Una distanza non fisica, ma psicologica, la distanza che si crea tra un essere umano e l’altro e che è molto difficile da colmare, poiché non esiste alcun mezzo di trasporto in grado di accorciarla se non l’animo umano stesso. Per motivi culturali, sociali, psicologici, uomini e donne giapponesi, di qualsiasi età, faticano molto nel creare, gestire e mantenere relazioni interpersonali. La scarsa propensione a mostrare i sentimenti, la difficoltà nel dialogare sinceramente, l’estraneità al contatto fisico, delle regole sociali che fanno dell’omologazione la normalità, contribuiscono a rendere i rapporti umani freddi, per certi versi indecifrabili. Socializzare è difficile, stringere un solido rapporto di coppia (basato sui sentimenti oltre che sulla convenienza) difficilissimo. Ancor di più se questo legame unisce, o prova ad unire, persone di ceti differenti o anagraficamente molto distanti tra loro. Questo lungo cappello per introdurre un romanzo, e un manga (fumetto giapponese) da esso tratto, che fa dell’incontro tra una giovane donna e un anziano professore il proprio fulcro. “La cartella del professore”, di Hiromi Kawakami (o Kawakami Hiromi, visto che i giapponesi scrivono prima il cognome e poi il nome), è una love story leggermente atipica per il lettore occidentale, non solo perché i due protagonisti sono divisi da una trentina d’anni di differenza, ma anche perché soggetti alle convenzioni di una cultura e di una società che non gli facilitano il già difficile compito. Tsukiko è una single che ha poco meno di quarant’anni quando incontra il professore in pensione Harutsuma Matsumoto. I due, in realtà, già si conoscono, poiché molti anni prima Tsukiko è stata sua allieva.
Il localino che fa da palcoscenico a questo primo riavvicinamento è uno delle tante migliaia presenti a Tokyo, ove è possibile bere qualcosa e consumare tipici piatti locali, meta soprattutto di salaryman all’uscita dal lavoro.
I due scambiano qualche parola e, praticamente senza mai darsi appuntamento, tornano a incrociarsi più volte in quello o in altri locali simili della zona. Il loro rapporto appare abbastanza freddo, eppure non perdono occasione per sedersi fianco a fianco davanti a un bancone e sorseggiare birra piuttosto che saké, stuzzicare piatti a base di funghi, pesce, alghe o altro ancora. I loro dialoghi sono asciutti, come la prosa di Kawakami, tipicamente giapponesi, tesi a smuovere la superficie piuttosto che ad andare in profondità, rispettando un’etichetta che non consente di addentrarsi nel personale e che quindi attribuisce a ogni parola un grande peso specifico. Questo lungo balletto di incontri fugaci e di frasi non dette assume perciò sfumature poetiche, ma per un occidentale è a tratti abbastanza incomprensibile. Basti pensare che Tsukiko chiama sempre, freddamente e impersonalmente, il proprio compagno di bevute “professore”, e che anche dopo molti incontri si offende per una domanda tutto sommato banale: “L’ha trascorso con il suo fidanzato, il Natale?” La donne è forse indispettita per l’intrusione nella sua privacy, forse perché senza averlo mai detto o pensato già vede il professore come il proprio fidanzato. Sono necessari ben due anni perché quella che potrebbe essere una relazione lo diventi veramente, trasformando il professore e la sua ex allieva una coppia a tutti gli effetti.
La trasposizione del romanzo in fumetto (col titolo “Gli anni dolci”) avviene nel pieno rispetto dell’opera. Jiro Taniguchi (uno dei più importanti artisti della scena nipponica) rimane fedele alla storia e cerca di mantenerne integri il più possibile i dialoghi, non opera alcun intervento di sottrazione, al contrario arricchisce il lavoro della Kawakami col proprio disegno. Per nulla descrittivo per quel che riguarda le ambientazioni, il romanzo lascia al lettore il compito di immaginarsi i locali in cui avvengono la maggior parte degli incontri dei personaggi. Il manga, invece, può permettersi di mostrarli nel dettaglio, fornendo un interessante e affascinante spaccato del quotidiano nipponico. Quelle piccole sale, con avventori gomito a gomito davanti a un bancone sul quale il gestore/cuoco porge loro piattini di manicaretti giapponesi, acquistano tridimensionalità e si arricchiscono di particolari: ciotole, bacchette, menù scritti in kanji, tendine in stoffa, paraventi in legno e carta, piatti di verdure e tofu, interminabili file di bottiglie di saké. Pare quasi di sentire i rumori e gli odori di quei luoghi tanto semplici e tanto esotici al medesimo tempo. Lo stesso accade una volta varcata la soglia per tornare all’aperto, in viuzze piene di case in legno e vasi con piante, o grandi strade costeggiate da grattacieli e da interminabili file di insegne luminose. Il tratto di Taniguchi è di chiara matrice nipponica, pulito, preciso, attento all’essenziale, arricchito da un sapiente uso dei retini che trasformano il bianco e nero in una gradevole scala di grigi, mai soffocanti, anzi caldi e per nulla invadenti. Le tavole sono un preciso mosaico di vignette, spesso giocato sulle pause e sugli sguardi, con una perfetta gestione dei dialoghi ma anche dei silenzi, spesso più importanti dei primi. Curiosamente, per delineare il volto di Tsukiko, poco dettagliato dalla Kawakami, Taniguchi si rifà a quello della sua autrice. “Per Tsukiko ho usato Kawakami come modello!” spiega il mangaka. “Ogni volta che leggo i suoi romanzi, le protagoniste hanno sempre il loro volto.” In realtà, osservando foto e disegno affiancati, le due ci paiono abbastanza differenti, ma non è questo ciò che importa, bensì la capacità di mostrarne, attraverso rivelatorie espressioni, pensieri e sentimenti. Impresa difficilissima eppure completamente riuscita.

Hiromi Kawakami
La cartella del professore
Einaudi
pp. 182
euro 18,50

Jiro Taniguchi
Gli anni dolci vol. I e vol. II
Rizzoli - Lizard
pp. 208 e 240
euro 17,00 cad.


giovedì 20 luglio 2017

UN ILLUSTRATION BOOK PER ANGEL HEART


È appena uscito nelle librerie giapponesi il volume "Angel Heart - Color e Monochrome Illustrations", dedicato alle immagini dell'omonimo manga di Tsukasa Hojo. Angel Heart è una sorta di sequel alternativo della più famosa serie City Hunter, riproponendo alcuni dei personaggi della serie da cui deriva, tra i quali il detective tuttofare Ryo Saeba. Principale protagonista è però Glass Heart, una giovanissima killer professionista, tormentata dal ricordo di tutte le persone uccise e quindi intenzionata a suicidarsi. Salvata grazie a un trapianto di cuore donato dalla defunta Kaori, assistente di Ryo Sae- ba, Glass incrocia la sua strada con quella dell’affascinante detective. Avventura e un pizzico di umorismo. In Italia il volume può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.


venerdì 23 giugno 2017

IMMAGINI & PAROLE

Illustrazione di Kazuo Oga (collaboratore dello Studio Ghibli), parole di Sankigi Toge. Tratto dal libro (bilingue: giapponese/inglese) "The Second Movement". Acquistabile in Italia presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.


sabato 10 giugno 2017

IL LETARGO DEI SENTIMENTI

La neonata Edizioni Oblomov ha annunciato l'imminente ristampa del volume "Il Letargo dei Sentimenti" di Igort. La recensione che pubblico sotto è stata da me scritta parecchi anni fa, quando uscì l'edizione della Granata Press (e la cover si riferisce a quella edizione). All'uscita del volume riveduto mi riprometto di parlarne nuovamente.


Particolari atmosfere aleggiano su i due racconti contenuti nel volume IL LETARGO DEI SENTIMENTI. Il primo, ISHIKI NO KASHI, è intriso di Giappone, di lottatori di sumo, di atmosfere che paiono uscire dai romanzi di Yukio Mishima per insinuarsi tra le tavole di Igort. Un Giappone grande e decadente allo stesso tempo, contemporaneamente in bilico tra sensazioni di eleganza e di morte. Una storia lenta, alla moviola, giocata, appunto, sulle atmosfere, sugli attimi intensi e fuggevoli, sulla grazia dei particolari, sulla prosa curata. In LETARGIJA CUSTV, invece, ci troviamo di colpo immersi nelle atmosfere della russia bolscevica, anch'essa in bilico tra trionfo e caduta, tra proletarismo e deliri supereroistici di un Batman sovietico in cerca di una propria identità, di una propria dimensione. Ciò che accomuna i due racconti è proprio il letargo dei sentimenti, i sentimenti dei protagonisti. Protagonisti incapaci di agire o reagire di fronte alle svolte della prorpia vita. Protagonisti vittime della propria inerzia che cadono in letargo trascinando con sè i sentimenti, impossibilitati a combatterli o a viverli completamente, accontentandosi di subirli. Il disegno di Igort è stupendo e dona alle sue storie la scintilla di vita delle opere d'arte. Gli edifici, il mobilio, gli abiti hanno un design da arte moderna, con reminiscenze di avanguardie artistiche di metà novecento. Un disegno personalissimo che nella prima parte richiama spesso le antiche stampe giapponesi ed il loro particolare erotismo, mentre nella seconda ricostruisce architetture post rivoluzione d'ottobre. Un volume in cui arte e letteratura si fondono per creare dell'ottimo fumetto.

giovedì 8 giugno 2017

LA VENEZIA DI TANIGUCHI



A fine agosto Lizard pubblicherà in edizione italiana il volume "Venezia" di Jiro Taniguchi. Originariamente era stato commissionato da Louis Vuitton per la sua collana di Travel Books. Via di mezzo tra illustration book e fumetto, contiene splendide immagini.

martedì 6 giugno 2017

MACCHINE DA UN MONDO ALTERNATIVO


Questo volume è uscito un paio di anni fa, ma il vostro baldo recensore lo ha scoperto solo ora, quindi eccoci qua. Parallel Book World Souvenir, edito nel 2015 da PIE Books, nelle sue 160 pagine ospita più di cento macchinari "alternativi" che sembrano il frutto di cortocircuiti cerebrali di uno scienziato pazzo steampunk. Tuttavia, ogni macchina ha una logica ben precisa. Come la macchina da scrivere con solo due tasti – uno e zero – per scrivere in codice binario. O il giradischi multiplo, perché ogni disco replichi il suono di un solo strumento e tutti insieme compongano un'orchestra. O il ciclostile che stampa CD, per non parlare del tostapane che stampa disegni sui toast (ma credo che questo esista anche nel nostro universo). Immagini molto credibili per oggetti incredibili, che potrebbero ispirare qualche idea molto reale. In Italia il volume può essere acquistato da fioridiciliegioadriana@gmail.com.





mercoledì 31 maggio 2017

SKETCHBOOK GIAPPONESE

State per recarvi in Giappone e volete prendere appunti sul vostro viaggio? Niente di meglio, allora, di questo sketchbook che alterna pagine vuote con illustrazioni abbozzate e frasi di vecchi saggi nipponici.  64 pagine a 3,90 euro, edito da White Star.