venerdì 22 settembre 2017

IL MONDO DI WAKI YAMATO


In Italia è decisamente meno nota di altre sue colleghe (come, per esempio, Yumiko Igarashi e Riyoko Ikeda), ma in Giappone è una delle star dello shojo manga, in particolare quello di ambientazione storica. Waki Yamato ha debuttato in questo campo nel 1966 con la storia breve Dorobo Tenshi, e da allora non si è più fermata realizzando moltissime storie. Inizialmente preferisce dedicarsi a racconti brevi o volumi autoconclusivi, ma nel 1972 arriva la sua prima serie lunga, Mon Cherie CoCo, che presto viene trasposta anche in una breve versione animata. Nel 1975 firma la sua opera più celebre, Haikarasan ga tooru, nota in Italia come Mademoiselle Anne (nella sua versione animata) o come Una ragazza alla moda. Secondo quanto narrato dalla storia, nel Giappone degli inizi del Novecento, la giovane Benio Hanamura (Anne nell’edizione italiana) è destinata a sposare il bel tenente Shinobu Ijuin. Dapprima la ragazza cerca di ribellarsi al matrimonio combinato, ma, dopo essersi trasferita a casa dell’uomo per ricevere un’adeguata educazione, comincia a ricambiare l’affetto di Shinobu. Proprio quando le cose sembrano andare meglio, il giovane viene chiamato a combattere sul fronte russo. Presto arriva una tragica notizia: Shinobu è dato per disperso. Ma, forse, non è così…
I personaggi dei manga della Yamato sono quasi sempre donne forti e indipendenti, piene di curiosità e di gioia di vivere, e spesso sognano di viaggiare allʼestero. Tra le altre sue opere va citata Asaki yume mishi, un adattamento dal celebre romanzo storico Genji monogatari (Storia di Genji, il principe splendente) di Murasaki Shikibu.
Il libro di cui si parla in questo post, appena pubblicato in Giappone, è una via di mezzo tra illustration book e saggio. In formato piccolo, ma dalla splendida grafica, offre immagini e illustrazioni che coprono tutta la produzione dell'artista. Oltre alle colorate illustrazioni, che prestano particolare attenzione all'abbigliamento dei personaggi femminili (uno dei suoi punti di forza), vi sono anche tavole, foto e interviste.

In Italia il libro può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.




lunedì 18 settembre 2017

IL MAGISTERO DEI GIARDINI E DEGLI STAGNI

Un romanzo uscito in questi giorni in edizione italiana per Ponte delle Grazie. Sotto riporto la scheda dell'editore.


"Nell'impero giapponese del dodicesimo secolo, il remoto villaggio di Shimae non conterebbe nulla se non fosse per il pescatore Katsuro e le sue bellissime carpe ornamentali. Catturati, nutriti amorevolmente e accuditi, i pesci sono destinati a adornare le vasche del palazzo imperiale, dove Katsuro da sempre li consegna al sovrintendente del magistero dei giardini e degli stagni. Essere un pescatore provetto, però, non impedisce a Katsuro di morire annegato, e tocca quindi alla sua giovane vedova Miyuki intraprendere, sola, il lungo cammino verso la capitale, le spalle appesantite da un bilanciere che regge le ceste foderate d'argilla in cui nuotano i preziosi animali. Sotto il sole e le piogge battenti, lungo sentieri impervi e vie di pellegrini, passando per templi e case di tolleranza e incrociando monaci, guerrieri, mostri e maledizioni, la fragile ma indomita Miyuki affronta ogni pericolo cercando di tenere vivo, almeno per questo ultimo viaggio, l'amatissimo Katsuro. E noi la accompagniamo, rapiti da una scrittura capace di renderci parte di un universo in cui tutto, dall'amore alla morte, passando per la dignità, la paura e la meraviglia, parla il linguaggio vivo e palpitante dei sensi."

venerdì 8 settembre 2017

IL RE DEGLI SCARABOCCHI


L'illustration book, Terada Katsuya Rakugaking, è stato edito nel 2002 dalla casa editrice Aspect. Questo parallelepipedo di carta è formato da mille pagine, contenenti ognuna almeno un disegno, anzi un rakuga, uno scarabocchio, uno schizzo, un disegno non utilizzato, un'illustrazione rimasta in un cassetto. Migliaia di immagini si susseguono quindi senza testo, spesso fortamente influenzate da Moebius, ma in alcuni disegni sembra emergere Munoz, mentre in altri schizzi pare addirittura di intravedere la ligne claire. Ma, infine, a prevalere è sempre lui, Katsuya Terada, il Rakugaking, col suo disegno ricchissimo di tratti, i suoi personaggi folli, le sue donne carnose, i demoni spaventosi. E così Katsuya Terada si conferma come uno degli artisti più prepotentemente visionari delIn Italia il vo panorama nipponico, in grado di padroneggiare sia il colore che il bianco e nero, dotato di una forza interiore, violenta e irrefrenabile, che si ciba di tutto ciò che ha intorno per trasformarlo in nuovi immagini, nuovi sogni, nuovi incubi.
Il Italia il volume può essere acquistato presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.






mercoledì 6 settembre 2017

NEVE (QUASI) GIAPPONESE


Il racconto Neve porta la firma di un autore occidentale, francese per l’esattezza, così come le illustrazioni che corredano le parole, ma è evidente che gli autori nel realizzare l’opera hanno attinto a un immaginario asiatico. Il protagonista Yuko Akita è un poeta di haiku, brevi componimenti poetici in tre versi, ed è incantato, quasi ossessionato dalla neve, tanto da voler dedicare tutta la prorpia arte a quell’unico soggetto, scrivendo esclusivamente poesie incentrate sul candido elemento. Un personaggio monolitico, quindi, vincolato a un mondo anacronistico che accetta di abbandonare solo per breve tempo, per raggiungere un maestro, cieco, che gli faccia comprendere i colori, unico elemento che sembra mancare nei suoi haiku, troppo bianchi, troppo simili alla neve. Scopre inoltre che il sensei ha perduto da tempo la moglie, un’equilibrista che, caduta dal proprio filo, giace ora congelata tra i ghiacci divenendo una sorta di involontario trade d’union tra i due. Tutto il racconto si basa quindi su elementi fortemente favolistici, che riescono in qualche modo a fare propri spezzoni della cultura e della mistica asiatica, ma che in fondo non portano in scena altro che l’ennesima quest, un tema universale che, proprio per questo motivo, appare tanto grande quanto vuoto, nel suo essere totalmente al di fuori di una realtà assai meno poetica e abitata da uomini necessariamente più pragmatici. Il medesimo discorso vale per le illustrazioni, che si rifanno alle stampe ukiyo-e, nelle fisionomie e nei volti allungati dei personaggi, e agli acquerelli cinesi nella stesura dei colori e nel minimalismo, ma che sono evidentemente frutto di un gusto occidentale per quadricromia e composizione. E nelle quali avremmo gradito una maggiore presenza della neve, dopotutto elemento portante della storia. Il libro resta comunque di gradevole lettura, sorta di favola contemporanea tra neve e ghiaccio.


LA SCHEDA
Titolo: Neve
Autori: Maxence Fermine e Georges Lemoine
Editore: Bompiani
Numero pagine: 144

martedì 5 settembre 2017

LA RIVISTA MOE


Il numero attualmente in distribuzione della rivista giapponese MOE (dedicata all'illustrazione, la grafica, l'immagine in genere) dedica un servizio al film d'animazione del 2017 "Mary to Majo no Hana", noto internazionalmente con il titolo "Mary and the Witch's Flower", diretto da Hiromasa Yonebayashi per lo Studio Ponoc, formato da molti animatori che in passato hanno collaborato con lo Studio Ghibli (come appare evidente dallo stile grafico). Il fin è una trasposizione del romanzo per ragazzi "The Little Broomstick "della scrittrice inglese Mary Stewart (pubblicato in Italia col titolo "La piccola scopa").
Inoltre, la rivista allega un libretti di Curious George, la scimmietta protagonista di libri per bambini creati dai coniugi Rey. 
In Italia, la rivista può essere acquistata presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.


lunedì 4 settembre 2017

RANOCCHIO SALVA TOKYO

La casa editrice Einaudi annuncia la prossima pubblicazione del volume "Ranocchio salva Tokyo", prevista per il 14 novembre. Si tratta di un racconto (già apparso nell'antologia "Tutti i figli di dio danzano") illustrato da LRZN (nome d'arte di Lorenzo Ceccotti). Sotto le immagini trovate la scheda dell'editore.




"Tornato a casa dall’ufficio il signor Katagiri trova, seduto nel suo salotto, un ranocchio gigante. L’anfibio alto più di due metri gli parla con cortesia, dice di chiamarsi Ranocchio e si scusa per l’intrusione domestica: “in circostanze normali non ci si presenta a casa della gente senza preavviso”. Ma quelle non sono circostanze normali, gli spiega Ranocchio davanti a una tazza di tè. Tokyo infatti è in pericolo. Sulla città si sta per abbattere un terremoto devastante, il cui epicentro cadrà proprio sotto l’edificio in cui lavora Katagiri. A provocarlo sarà il Gran Lombrico, una creatura mostruosa che vive nelle profondità della terra. Solo con l’aiuto di Katagiri, Ranocchio potrà scongiurare la catastrofe. Il signor Katagiri è sorpreso. Conversare in salotto con una rana gigante gli pare strano; ma gli pare ancor più strano che ci sia bisogno di lui per salvare la città. Lui è un uomo come ce ne sono tanti nel mondo. Fa un lavoro qualunque, abita in un appartamento qualunque, vive una vita qualunque. Una vita di cui nessuno si rende conto. Cosa può fare lui, che è gracilino e arriva a malapena al metro e sessanta, per fermare un mostro in grado si scatenare terremoti? Ma Ranocchio sa che nella sua vita anonima Katagiri ha fatto tanti piccoli gesti eroici, e lo convince di essere il solo in grado di dargli il giusto supporto nella lotta contro il Gran Lombrico."

giovedì 31 agosto 2017

STORIE DI GUERRA


Un volume uscito diversi anni fa per D/Books in edizione italiana e oggi difficile da trovare. Ma se lo incontrate su qualche bancarella non fatevelo sfuggire.

Sono volumi come questi che svelano le potenzialità di un medium come il fumetto (o manga), che può essere semplice intrattentimento ma anche cronaca, reportage, denuncia sociale, racconto intimista, ecc. In "Kajimunugatai" (Racconti di vita e di morte portati dal vento), Susumu Higa trasforma in fumetti alcuni racconti di guerra, più precisamente la fine della Seconda guerra mondiale, ambientati sull'isola di Okinawa, facente parte dello Stato giapponese, ma in realtà con cultura e popolazione abbastanza differenti. I racconti assumono il valore di denuncia e di documento storico svelando i soprusi che, paradossalmente, gli abitanti hanno dovuto subire sia dall'esercito giapponese che da quello americano, a sottolineare che in guerra spesso vincitori e vinti non sono poi tanto diversi e che, alla fine, sono sempre i più deboli a subire le perdite maggiori. Higa non è un fumettista spettacolare, il suo tratto è un po' naif, quasi infantile quando si tratta di rappresentare gli uomini, dai volti semplicissimi e tutti molto simili. Le sue inquadrature sono limitate, e il più delle volte mostrano i personaggi frontalmente, come se filmati da una telecamera fissa. Anche la sceneggiatura non ha grandi sussulti, grazie a una sorprendente linearità. Eppure le sue storie funzionano, sembrano quasi documentari su carta da cui, senza falsi sentimentalismi o scene a effetto ma grazie a una semplicità intrinseca, emergono i drammi e le emozioni di persone vere.